Parmalat, Tanzi condannato a 18 anni per bancarotta

giovedì 9 dicembre 2010

PARMA, 9 dicembre (Reuters) - L'ex-patron di Parmalat (PLT.MI: Quotazione), Calisto Tanzi, è stato condannato oggi a 18 anni di reclusione nel processo di primo grado a Parma per bancarotta, sul crack del gruppo alimentare, che vede altri 14 condannati e due assolti.
Per Tanzi, già condannato in appello a Milano a 10 anni di carcere per aggiotaggio e ostacolo agli organi di vigilanza, i pm di Parma avevano chiesto 20 anni.
L'ex-patron, che non era presente in aula, ha detto che non si aspettava una "pena così severa", secondo quanto riferito dal suo legale Giampiero Biancolella.
Il processo, durato oltre due anni, prevede anche che Tanzi e gli altri condannati risarciscano con una provisionale da due miliardi di euro la nuova azienda Parmalat, mentre per i risparmiatori è stata prevista una provisionale del 5% del valore nominale delle azioni o obbligazioni acquistate, stimata intorno ai 30 milioni di euro.
Alcuni degli imputati sono stati condannati ad una pena superiore a quella richiesta dai pm: si tratta dell'ex- direttore finanziario del gruppo, Fausto Tonna, condannato a 14 anni (richiesti 9 anni e sei mesi); l'ex direttore marketing Domenico Barili, condannato a 8 anni (7 anni richiesti) e Mario Mutti condannato a cinque anni e 4 mesi (4 anni richiesti). Rosario Lucio Calogero e Fabio Branchi, per i quali la richiesta era di cinque anni, sono stati condannati a cinque anni e 4 mesi.
Assolti invece Paolo Compiani e Alfredo Gaetani, per il quali la procura aveva chiesto rispettivamente 3 e 2 anni di carcere.
Condannato a 10 anni e mezzo il fratello di Tanzi, Giovanni (12 anni richiesti) mentre Luciano Silingardi, ex- membro del cda e considerato dalla procura come "l'uomo di Tanzi", è stato invece condannato a sei anni di carcere, come richiesto dai pm.
L'ex-membro del cda Paolo Sciumè è stato condannato a 5 anni e 4 mesi (contro i 6 anni richiesti). Camillo Florini, ex-manager delle holding turistiche, a 5 anni (6 anni richiesti); mentre Giovanni Bonici, ex-presidente di Bonlat, è stato condannato a 5 anni come richiesto.
Condannati a 4 anni di carcere (come richiesto) Davide Fratta, Enrico Barachini e Giuliano Panizzi, mentre Sergio Erede a un anno e mezzo (2 anni richiesti).
A tutti gli imputati viene contestata la bancarotta fraudolenta per il crack del gruppo di Collecchio, crollato nel 2003 sotto il peso di un buco da 14 miliardi di euro, mentre solo alcuni devono rispondere anche di associazione a delinquere.
Il processo di primo grado per bancarotta -- iniziato nel marzo 2008 con 56 imputati poi scesi agli attuali 17 anche per via di alcuni patteggiamenti -- è il primo che si celebra a Parma sul crack del gruppo.

Fonte: Reuters Italia
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Ue punta a frenare speculazione su materie prime, flash trading

mercoledì 8 dicembre 2010

BRUXELLES, 8 dicembre (Reuters) - La Commissione Europea ha reso noti i piani per porre un freno alle speculazioni sulle materie prime, come il grano, seguendo l'esempio di Washington, che è intervenuta per prevenire le impennate dei prezzi degli alimenti.
Bruxelles vuole che i trader svelino le posizioni, intende porre un tetto alle mega-operazioni e attribuire ai regolatori il potere di bandire gli speculatori sospettati di aver spinto i prezzi di alimenti ed energia ai livelli record del 2008.
"Se qualcuno sta facendo qualcosa che danneggia il mercato, allora lui o lei deve renderne conto", ha spiegato il commissario Michel Barnier, incaricato della riforma, parlando con i giornalisti. "La iper-speculazione è scandalosa".
Barnier, ex ministro dell'Agricoltura, gioca di sponda con la Francia, che da presidente in carica del G20 spinge per un giro di vite della regolamentazione del settore.
Parigi, maggiore produttore di grano dell'Ue, vuole fermare la speculazione sul mercato dei futures, che era stato pensato per consentire agli agricoltori di tutelarsi contro raccolti deludenti, garantendo una remunerazione a prezzo fisso.
Le proposte di Barnier potrebbero divenire legge nel 2012 e s'inquadrano nella Mifid.
Il commissario punta ad intervenire anche sugli high-frequency trading, le transazioni finanziarie che avvengono in millisecondi, grazie ai computer.
Inoltre, le nuove regole prevedono maggiori informazioni fornite ai regolatori sui prezzi praticati nelle dark pools, bacini di liquidità dove gli scambi avvengono senza i controlli del mercato.
La Commissione punta ad inasprire le sanzioni sui crimini finanziari, come l'insider trading, e costringere i regolatori nazionali a rendere pubblici i nomi e svergognare i colpevoli.
Le proposte di Bruxelles, per tramutarsi in legge, dovranno ottenere l'appoggio del Parlamento europeo e dei membri di maggior peso dell'Ue, come Germania e Francia.
"Non vedo ragione perché noi europei dovremmo essere meno rigorosi degli americani", ha commentato Barnier.

Fonte Reuters Italia
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Borse Europa viste in rialzo, occhi a voto su bilancio Irlanda

martedì 7 dicembre 2010

PARIGI (Reuters) - L'azionario europeo è atteso in rialzo stamani in apertura, sostenuto dall'accordo di compromesso raggiunto dal presidente degli Stati Uniti per estendere di altri due anni i tagli fiscali dell'era Bush; ma i timori per la crisi debitoria dell'Eurozona, uniti alla preoccupazione per un'imminente stretta monetaria in Cina, potrebbero tenere a freno i guadagni.
Un giornale cinese ha scritto oggi che Pechino potrebbe alzare i tassi nei prossimi giorni per dimostrare la determinazione del governo a tenere sotto controllo l'inflazione.
Nella notte Obama ha annunciato le linee di un accordo con i Repubblicani che dovrebbe rinnovare i benefici fiscali non solo per la classe media ma anche per gli americani più benestanti, come richiesto dai Repubblicani. L'accordo ci si aspetta che estenda i benefici su dividendi e plusvalenze.
Gli spreadbetter prevedono che il Dax tedesco apra in rialzo di 8-18 punti e il Ftse 100 britannico e il CAC-40 francese .FCHI> rispettivamente di 12-17 phnti e 4-8 punti.
Dopo una riunione durata cinque ore, i 16 ministri dell'Eurozona hanno annunciato ieri in tarda serata che non adotteranno nessuna nuova misura per contrastare il contagio, dal momento che l'attuale fondo di emergenza è sufficientemente ricco, mentre non è stato raggiunto un accordo sui bond del'Eurozona.
L'attenzione degli investitori oggi sarà concentrata soprattutto sul voto al bilancio in Irlanda. Il primo ministro Brian Cowen dovrebbe riuscire a far approvare la manovra d'austerità in Parlamento evitando il rischio di elezioni anticipate.

Fonte: Reuters
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Cina, probabile aumento tassi nel fine settimana

PECHINO (Reuters) - La Cina probabilmente deciderà una nuova stretta del costo del denaro nei prossimi giorni per rimarcare l'impegno del governo a imbrigliare l'inflazione.
Lo scrive il quotidiano ufficiale China Securities Journal, secondo cui il fine settimana offre una "finestra" per un aumento dei tassi dopo la stretta effettuata a sorpresa in ottobre, per la prima volta dal 2007.
Un rialzo dei tassi sarebbe la concreta traduzione di quanto annunciato da Pechino nei giorni scorsi, vale a dire l'abbandono di una posizione "adeguatamente espansiva" nella politica monetaria in favore di una più "prudente" conduzione.
Secondo il giornale i tempi sono maturi per un incremento dei tassi perché indicatori come l'indice dei prezzi al consumo probabilmente evidenzieranno un aumento delle pressioni inflazionistiche quando verranno diffusi all'inizio della prossima settimana.
"Con riferimento alla consuetudine della banca centrale di alzare i tassi d'interesse appena prima della pubblicazione dell'indice dei prezzi al consumo, questo fine settimana offrirà una finestra per un possibile mutamento della politica (monetaria)", scrive il quotidiano senza citare fonti.
Un sondaggio Reuters prevede un'accelerazione dell'inflazione al 4,7% in novembre, massimo da 27 mesi, da 4,4% in ottobre.

Fonte: Reuters
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Il percorso dei soldi e le strade tortuose

venerdì 3 dicembre 2010

La crisi di quest'ultimo decennio, pur non avendo insegnato a chi l'ha generata il senso civico e il rispetto degli altri, ha certamente insegnato a tutti noi il potere della conoscenza. Quante migliaia di famiglie avrebbero evitato di perdere tutti i loro risparmi nei bond argentini o nelle azioni Parmalat, se solo avessero avuto l'informazione corretta e la massima trasparenza delle notizie. 
Se da un lato è vero che non è possibile conoscere sino in fondo le situazioni patrimoniali, debitorie ed economiche dei grandi gruppi (perchè spesso sfalsate o del tutto nascoste) è sicuramente vero che la consocenza dei vari legami che una banca, una holding, un grosso gruppo industriale quotato in borsa ha con altre aziende più o meno simili o comunque con altri grandi gruppi di potere economico, è un vantaggio di non poco conto. 
Conoscere in tempo reale, e senza filtro o censura alcuna, le "connessioni" che intercorrono tra consiglieri d'amministrazione, amministratori delegati, alti dirigenti, politici, uomini di business, può permetterci di capire o quanto meno analizzare la situazione "generale" di un'azienda ed i suoi conflitti d'interesse. 
Da un pò di tempo tutto questo è possibile grazie ad un sito che mette a disposizione una "Mappa del Potere" attraverso chiunque e con assoluta facilità può analizzare le varie "connessioni d'interesse" e gli uomini "in comune" che hanno banche, grandi aziende e centri d'interesse industriale ed economico. 
La mappa del potere, venuta alla ribalta grazie al comico genovese Beppe Grillo, che nei suoi primi anni del Movimento 5 Stelle da lui creato, ne ha fatto quasi bandiera, è stata più volte utile perfino a grandi centri d'analisi per capire ed approfondire le reali condizioni "politiche-governative" di banche, aziende, centri d'affare. 
Tutelarci contro un sistema "bancariocentrino" è oggi assai difficile, anche se la coscienza civile di milioni di persone che con l'ultima crisi hanno visto andar in fumo i risparmi di tutta una vita si sta lentamente risvegliando, possiamo però sicuramente "munirci" di tutti quegli strumenti utili alla "lettura" di un possibile investimento. 
Notare se "Tal dei tali" è consigliere di una banca ed anche consigliere di una società o un ente che ne dovrebbe fare gli interessi o le verifiche, può tornarci utile all'analisi della reale condizione di "indipendenza" che quella banca può o meno avere sul mercato. Possiamo così, prima di ogni investimento, provare ad avere un ausilio che ci permetta un quadro quanto meno più chiaro della situazione. 

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Mercati deboli; il risveglio dei dormienti

lunedì 29 novembre 2010

Ancora una giornata buia per Piazza Affari in forte ribasso, con l'indice Ftse/Mib che ha perso più del  2.5%.
I titoli maggiormente colpiti, che sembrano farne le spese sono quelli legati alle banche, gli analisti economici, già sormontano l'ipotesi che il piano di salvataggio all'irlanda non convince.
A primo sguardo, l'andamento giornaliero, sembra voler essere il solito pigro andamento, dettato dall'indecisione colletiva.
Ad una più attenta analisi però, volendo non solo "leggere" i dati analitici, ma anche "guardare" le condizioni del quasi il 90% della popolazione mondiale, allora dovremo constatare una cosa diversa, dovremo forse ancor prima che analizzare ed enunciare, domandarci, ma come siamo arrivati fino a qui?
Abbiamo visto il nascere della crisi verso la fine del 2007, eppure ad oggi ancor ne spiraglio ne luce si intravede oltre la scura galleria.
Ci verrà, forse, verso la fine della nostra domanda, una malsana, quanto forse veritiera risposta, ma sarà mica che i "dormienti" i milioni di piccoli risparmiatori, famiglie, commercianti, lavoratori, ceti sociali deboli e medi, si stiano risvegliando dal lungo letargo? E se così fosse, voglia che questa ondata di milioni, miliardi, di piccole formiche operaie, stiano semplicemente annunciando la loro "scesa in campo" con il dissenso, con il disgusto, con la sfiducia, con la consapevolezza, che dopo aver attraversato ogni genere di sottomissione e vergognosa decisione indegna, nessuno dei colpevoli dell'attuale crisi sia stato punito, perseguito, allontanato dal panorama economico mondiale?
Che fosse mai possibile, che al di la delle "paventate" risoluzioni di governi, banche, banche centrali, questa folta folla di uomini, donne, ragazzi, ragazze, studenti, lavoratori, si siano stancati di sopportare sulle loro spalle, sulle loro gambe, il peso degli errori altrui?
Che semplicemente la "umana gente" che ogni giorno lavora, suda, sacrifica, minuti ed ore della propria giornata per trarre profitto giusto e sudato dal proprio lavoro, si domandi ora perchè salvare e pagare quegli stessi sciacalli che hanno provocato la crisi? Che il mercato stia forse subendo il contrasto di migliaia di investitori che disillusi dai consigli delle banche, delle agenzie di rating, dalle promesse non mantenute, dai problemi non risolti, hanno ora intenzione di agire secondo il loro volere e non secondo i "consigli per gli acquisti"?
C'è da domandarsi, cosa, come, chi, quando abbia deciso questo risveglio, se non siano stati, inconsapevolmente gli stessi sciacalli a tirare troppo "la corda" sulla pelle e sul sangue di milioni di persone. Potrebbe alla fine della nostra domanda, arrivare perfino come risposta, la tesi per cui, paradossalmente, ad innescare il risveglio dei dormienti, siano stati gli stessi che ci avrebbero voluti dormienti perenni.
Che questa ondata di risparmiatori, piccoli investitori, lavoratori, stiano decidendo di operare sui mercati, o semplicemente non farlo, fedeli alle regole del buon senso e della propria sopravvivenza? Magari decidendo di lasciar affondare e fallire le banche che li hanno disillusi, depredati dei loro risparmi, le aziende immeritevoli che hanno tratto profitto dagli aiuti statali e hanno poi licenziato migliaia di famiglie, che questo esercito di angeli della coscienza, abbia forse deciso di non aspettare un risveglio dei potenti che mai e poi mai agirà nei loro interessi?
Immaginare un popolo dove i prepotenti diventino umili e dove gli umili governino il mondo è pura fantasia, un'utopia tanto bella quanto irrealizzabile, l'unica cosa materialmente possibile su cui sperare è che la gente frustrata e stanca dal peso di un'ingiustizia sociale, economica e finanziaria, abbia finalmente deciso di vivere la propria vita, in prima persona, senza vederla scorrere in maniera passiva dallo schermo di un tv comprato a rate e che dopo gli innumerevoli consigli a contrarre debito, debiti su debiti, abbia capito che la sola ed unica forza economica è quella scaturita dalla forza lavoro, dalla forza imprenditoriale, dal potere delle idee e degli uomini onesti e che nessuno di quegli uomini che speculando sulla loro pelle hanno guadagnato miliardi di euro o dollari ha mai conosciuto un valore così alto.
Che forse i mercati stiano semplicemente reagendo a quello che una volta si chiamama l'equilibrio delle disparità, un equilibrio tra ciò che era umanamente possibile e ciò che invece era legittimamente fattibile.
Che i mercati stiano semplicemente scontando l'unica cosa che non potranno mai ne prevedere, ne dissolvere, la volontà del 99% della popolazione di essere liberi delle proprie vite.
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Settimana difficile per l'euro


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Questa settimana uno dei movimenti più degni di nota fra quelli avvenuti sui mercati principali è stato quello dell'euro che, complici i nuovi timori suscitati dai problemi irlandesi, chiude con una perdita molto pesante del 3.2% contro il dollaro, finendo la sessione con una candela weekly davvero orribile e, per di più, in una posizione delicatissima.

Vale la pena quindi indagare a fondo il cambio euro dollaro, re incontrastato degli scambi sul forex, per cercare di avere una prospettiva migliore su una relazione cruciale come quella fra le due più importanti valutine fiduciarie del pianeta.

Partiamo qundi dal future che, benché rappresenti solo una frazione degli scambi che avvengono sul mercato spot delle valute (ormai attestato intorno al 37% del totale di circa 4.000 miliardi di dollari giornalieri di scambi), ha il grande vantaggio di fornire anche i volumi, elemento essenziale e mancante in un mercato diffuso e non centralizzato come quello dello spot fx.

Sul futures del cambio euro/dollaro passa circa il 16% dei volumi scambiati sullo spot: una grandezza significativa e sufficiente a fornire indicazioni degne di nota.

Le considerazioni che si possono fare a riguardo sono sostanzialmente due: la prima, di più ampio respiro, è che eurusd ha fallito il primo attacco ad un'area di volumi notevoli e assolutamente cruciale, come quella posta intorno al livello di 1.4, vero e proprio "point of control" degli ultimi quattro anni.

La seconda, decisamente meno rilevante a livello di orizzonte temporale, è che le ultime tre settimane di ribasso hanno visto volumi calanti e quindi una partecipazione relativamente contenuta e meno convinta a questa correzione, nota che diluisce almeno in parte, benché su un time frame meno rilevante, le implicazioni del fallimento a 1.4.

Una nuova e protratta fase di forza del dollaro potrebbe avere implicazioni severe sia per le borse, abituate da tempo a prosperare maggiormente durante i suoi periodi di debolezza, sia per le commodities in generale, per il semplice fatto che le quotazioni delle materie prime principali sono espresse in dollari.

Essenziale poi anche per ciò che ci riguarda la forza/debolezza della valuta europea in generale e non solo rispetto al dollaro. Rispetto ad un guadagno ufficiale dello 0.76% contro il dollaro ad esempio, l'oro chiude la settimana contro l'euro ad un formidabile +4.21%. Che sia dovuto più alle difficoltà della moneta unica che ai meriti de metallo giallo poco importa: chi avesse comprato oro vendendo euro una settimana fa, ora sarebbe seduto su un ottimo guadagno.


 



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Fattore Umano....La variabile che il mercato non riesce a "scontare"

giovedì 25 novembre 2010

Si sente spesso dire, "il mercato sconta tutto", gli addetti ai lavori ne fanno quasi un "comandamento", nel gergo finanziario è una regola non scritta, un dogma di fede incrollabile, eppure la crisi dell'ultimo decennio, ci sta dimostrando che non è così.
Volendo analizzare le principali e storiche crisi finanziarie, ci renderemo conto, malgrado gli enunciati di grandi accademici e responsabili delle politiche economiche, che quasi mai una grande crisi era diversa nella sostanza almeno dalle precedente, e quasi mai, i suoi irrisolti problemi strutturali nulla avevano a che fare con la successiva. 
Tutte, ad eccezione di nessuna, nascevano con l'indebitamento delle banche, che diveniva poi indebitamento dello stato sovrano, (o viceversa) e creavano sfiducia a dismisura nell'economia interna al punto da generare una reazione a catena, che nel breve periodo raggiungeva piccoli investitori, risparmiatori e correntisti, che a loro volta generavano sfiducia e contrazione della spesa. 
Perchè allora quest'ultima crisi, sembra (ma non è) diversa dalle altre, eppure non vuole trovar via di risoluzione? 
Essenzialmente (ma questa è la mia personalissima opinione) il punto non è da ricercarsi nell'oggettiva struttura della crisi in se, ma nel risvolto psicologico che essa ha avuto nell'animo di milioni di persone. 
Da sempre, le politiche economiche mondiali, vengono gestite, create e poi "risolte" da pochi eletti, per lo più finanzieri, responsabili economici dei vari organi e stati, e la cattiva o inesistente informazione, unita al basso livello medio di cultura, sopratutto  nei decenni precedenti, ha fatto si che gli errori di questi pochi eletti, fossero subiti e metabolizzati dalla maggioranza della popolazione, in quest'ultima crisi invece, qualcosa non è andato nel verso giusto (o come dico io, errato), la stragrande maggioranza delle persone si è stufata di veder le stesse persone che commettono errori e provocano crisi, risiedere al loro posto, non appena le tasche dei cittadini sono state ripulite per salvare questa o quella banca, questo o quell'investimento. L'innalzamento del livello medio culturale, l'opera di informazione totale e tempestiva, che grazie alla rete ha contribuito a conoscere nomi, cognomi, contesti, situazioni, ha permesso a tutti di conoscere tanti retroscena che in passato erano e restavano ignoti o comunque noti a pochi "intimi". 
Da qui la totale sfiducia nel sistema bancario, nel sistema economico, nel sistema finanziario globale. Mentre prima per la stragrande maggioranza delle persone, banchieri e finanzieri erano considerati come "potenti" e "colti" oggi, dai figli di quegli stessi operai, talune cariche, vengono considerati come indegni di gestire il denaro altrui, consapevoli che la loro ricchezza risiede non dalla capacità propria di generare profitto o guadagno, ma dall'amministrare a volte impropriamente, migliaia di piccoli conticini, frutto di operai, impiegati, lavoratori e cittadini comuni. 
Da qui la prese di coscienza, la consapevolezza che fin quando, le poltrone del potere saranno occupate dalle stesse persone che da decenni generano e causano problemi e crisi, nulla potrà essere risolto. Il mercato, come spesso si dice, sconta tutto,il prezzo può scontare le politiche, gli avvenimenti, le catastrofi, ma non può e non è stato in grado di scontare il fenomeno umano, una presa di coscienza che ora comincia a muovere i suoi primi passi e che sta generando voglia di un vero cambiamento, sta obbligando tutti noi a divenire partecipi delle scelte importanti della vita economica e politica del proprio paese, ecco perchè questa crisi sembra non voglia finire mai, perchè ancora non sono stati puniti o sostituiti i responsabili che le persone comuni, i privati investitori e cittadini, configurano come colpevoli dei distrsti economici. 
La popolazione mondiale si è stufata di rimetterci per l'errore di pochi e in maniera "propria" sta rispondendo a testa alta alla crisi, generando sfiducia e senso di responsabilità. 
Non dobbiamo chiederci come mai la crisi non sia ancora finita, ma semmai dobbiamo chiederci come mai, la maggior parte dei responsabili, risiede ancora sulle vecchie poltrone.
Dobbiamo chiederci come sia possibile, che gli stessi che durante la crisi dei mutui subprime avevano fatto scelte sbagliate, ancora sono li capaci di prendere o meglio riprendere le medesime erronee scelte.
Si dice che in natura nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma, bhè la coscienza morale e civica della maggior parte di noi sta chiedendo il conto ai grandi della terra per le loro scelte sbagliate e fino a quando questo conto non verrà saldato, ridando pulizia e moralità all'intero assetto politico economico mondiale, questa crisi non vedrà fine, ciò che era ansia e paura per le sorti del lavoro, dell'economia, del proprio futuro si è trasformata in rabbia, pretesa di verità, pretesa di giustizia, pretesa di conscenza, ma sopratutto la pretesa di esser finalmente padroni delle proprie vite e del proprio futuro, si prospetta un futuro di cambiamento, dove non siano più i privati cittadini a chiedere il permesso per prelevare i proprio soldi dal conto corrente, ma siano "grandi" banchieri a chiedere il permesso di utilizzare il nostro denaro, se e quando meritevoli (laddove riconosciuti) di poterli utilizzare. 

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Compravendite immobiliare, quando la crisi non c'entra nulla....

martedì 23 novembre 2010

Generalizzare, far della crisi finanziria degli ultimi due anni, la ragione di ogni male, spesso conviene, ma quasi mai è la risposta giusta. Nel caso specifico del settore immobiliare e del (tanto atteso, mi permetto di aggiungere) calo di comprevendita, addirittura la crisi economica non ne è la causa, ma semmai l'effetto. 
Mi spiego; poco prima dell'avvento dell'euro, il settore immobiliare, il mattone per intenderci, era già di se un settore altamento profittevole per quanto riguardava sia l'uso che l'investimento del proprio denaro. Comprare un immobile, specie in Italia, è da sempre considerata un'operazione finanziaria, saggia, utile e meritevole, c'era però da notare che il valore degli immobili, anni luce lontani da quelli catastali, avevano comunque una forte aderenza con un reale valore commerciale, che seppur alto in alcune zone, era legato a fattori sociali, strutturali, quali potevano essere il diniego di nuove licenze edilizie, la particolarità dei paesaggi, la storicità e commerciabilità di determinate zone, basti pensare a Pompei, Capri, Centro di Roma, e via dicendo. Con l'avvento dell'euro però, in particolar modo in Italia è avvenuto un fatto strano, non solo come noto a tutti il valore della vita è raddoppiato, in quanto l'euro ha disintegrato le soglie psicologiche di spesa di ogni singolo italiano e/o risparmiatore-consumatore, ma i valori degli immobili, causa un pessimo e assai poco professionale disservizio sociale creato da aspiranti o pseudo tali agenti/professionisti del settore immobiliare che nel tentativo di accaparrarsi quel o tale altro contratto in esclusiva lievitavano il valore commerciale degli immobili, ha portato ad una corsa al rialzo, che cavalcando la naturale propensione italiana ad acquistare ancor prima di ogni bene, quello immobiliare, ci ha catapultati nel giro di quasi dieci anni in un vortice di assurdità pazzesca. 
Ci siamo ritrovati così, senza nemmeno accorgecene, a pagare fitti da capogiro (i più intelligenti a quel punto la casa la compravano all'asta) o sborsare centinaia di migliaia di euro per appartamenti che in periodi pre euro, non avrebbero toccato i duecento milioni di vecchie lire. 
A rincuorare l'assurda generazione di "new immobiliaristi" che da cantine e scantinati hanno fatto fuoriuscire ville e appartamenti che poi rivendevano come  castelli ottocenteschi (sempre a dir loro ovviamente) c'è stato l'enorme fenomeno studentesco, che rispetto agli anni precedenti, causa/merito l'emancipazione sociale sempre più forte, ha portato flussi di studenti del sud a migrare verso università più blasonate, in altrettante città più blasonate, facendo nel giro di pochi anni, balzare i prezzi degli appartamenti situati nelle periferie di Roma e Milano dove dislocano le maggiori università, verso cifre inimmaginabili e ingiustificabili. 
Per toccare con mano l'entità del fenomeno, basta sfogliare un qualsiasi giornaliere cittadino, di quelli dove ci sono gli annunci delle case in vendita e/o in affito, per notare come la speculazione immobiliare sia quasi prossima allo sciacallaggio, con l'aggravante che lo sciacallaggio è riconosciuto quale reato e perseguibile, la condotta diplorevole e disgustosa di tantissimi proprietari d'immobili, invece, è del tutto legittima (almeno per la legge). 
Basti pensare che volendo prendere una stanza o peggio ancora un semplice posto letto in una camera doppia (ovviamente abitata da un perfetto sconosciuto) nel centro di Roma o Milano siano necessarie dalle 400 alle 600euro al mese e che spesso, con la convivenza e il silenzio di tanti amministratori condominiali, questi furbetti del quartierino, ospitano in appartamenti di 80/90 mq 6 a volte 7 "affittuari", con un ricavo (ovviamente non denunciato al fisco) per decine di migliaia di euro l'anno. 
Questo succedersi di cause ha generato un innalzamento dei valori immobiliari, già fortemente alto causa come dicevamo il pessimo comportamento di pseudo professionisti delle agenzie immobiliari, che ha portato la classe media e ovviamente ancor di più la classe operaia sull'orlo di un baratro profondissimo. 
Famiglie intere, monostipendi, con introiti mensili di poco più di mille euro al mese, si sono ritrovati a dover pagare affitti di 700/800euro al mese, con conseguente distruzione di ogni bilancio familiare. 
Ciò a cui assistiamo oggi, e che spesso i nostri politici, complici attivissimi di questo malcostume, denominano come fenomeni dei bamboccioni, non è altro invece che la presa di coscienza da parte di tantissimi giovani, che già pesantemente colpiti dalla precarietà della loro situazione lavorativa, in maniera silenziosa e civile, stanno reagendo a questa infamia perpretata, annullando le richieste di compravendita e sforzandosi di restare in casa il più possibile, nella speranza che annullando o quanto meno diminuendo la "domanda", con il tempo e con la ragion veduta, possa prima o poi, diminuire anche "l'offerta". 
Certo, sarebbe stato di gran lunga più bello, poter usufruire di una tutela "statale" da parte di quegli organi che pagati per vigilare, controllare, tutelare, tutto fanno all'infuori del proprio lavoro, poco sarebbe bastato al legislatore infatti per introdurre regole e norme che tutelassero i giovani, le giovani coppie, i tessuti socialmente deboli dalla "bolla immobiliare" e dall'innalzamento ingiustificato e ingiustificabile del prezzo delle case. Ma purtroppo, siamo in Italia, le ragioni e la logica lasciano spesso il passo al profitto ignobile e alla partitocrazia sociale, e quindi, a parte il disgusto di prender atto, non resta che la silenziosa protesta.
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Quando la Politica Economica diventa un affare di pochi

mercoledì 17 novembre 2010

E forse i nodi vengono al pettine. Eh si, perchè quando dopo anni di speculazioni, giochi, intrighi e manovre dal dubbio spessore morale, fanno i conti con quella che non è più la fantasiosa matematica, ma la tragica e reale condizione economica delle centinaia di migliaia di famiglie (le uniche ad aver subito e sofferto la crisi) allora succede un fatto strano, succede per esempio che un paese come la Grecia che per anni ha fatto del turismo e del piccolo artigianato la sua economia, si metta a "giocare" tra i grandi dell'economia, restandoci ben presto schiacciata, succede che la fredda Irlanda, che con i suoi "bassi" livelli tassativi sulle aziende, veda l'insorgere (direi anche il crescere) di una crisi economica che non è più dettata dall'impoverimento delle famiglie e l'abbassamento della capacità di spesa procapite, ma è fattore intrinseco del comportamento bancario, consecutio logica di un "trand" globale, che ha visto le banche di tutto il mondo, negli ultimi trent'anni (lo facevano anche prima, ma con un certo pudore) giocare con le sorti del mondo, quasi stessero giocando ad un risiko per ricchi. E allora vai con il compra questo, deriva quello, scindi quest'altro, futurizza tale altro e via di seguito, in un vortice dove gli ingegneri venivano prestati all'economia per progettare e testare strumenti matematici capaci di virtualismi da far rabbrividire perfino Einstein. 
Ma allora, tutto questo, cosa comporta? Semplice, comparto che a pagare le spese di scelte fatte tra pochi, anzi pochissimi eletti, sia poi la stragrande maggioranza delle persone, a pagare le spese delle speculazioni finanziari di tali mercati o talune monete, siano i cittadini, le persone comuni, quelle per intenderci che guadagnano poco più di ventimila euro l'anno e pagano le tasse, (in verità, si vedono tassare in automatico i propri stipendi) a beneficio di politici, parlamentari, lobbysti, economisti e banchieri di mezzo mondo, che dall'alto delle loro poltrone, con i nostri bei soldini, (si perchè quei trilioni di milioni di euro o dollari non sono altro che l'accumulo di migliaiai di piccoli conticini bancari da mille, duemile, diecimila euro, tirati su con il sudore e le fatiche di noi lavoratori) comprano, vendono, ricomprano, rivendono e non per un bene comune, non per un arricchimento generale o comunitario, ma per il proprio interesse privato, per l'individuale beneficio economico. 
E così, capita che dopo aver perso o guadagnato centinaia di milioni di euro o dollari, i nostri istituti bancari, che con i nostri pochi soldini, hanno fatto i porcissimi comodi loro, ci trattino come fossimo dei numeri insignificanti, lasciandoci aspettare ore e ore davanti ad uno sportello e obbligandoci a pregare per veder rispettato ogni nostro diritto. 
Ma cosa vuoi dirci Mr.Denaro? Proprio tu che pubblichi annunci economici, annunci di borsa, indici di trading, vuoi farci credere che il mondo bancario e le sue regole stanno per affondare? Bhè cari amici, non sono certo io a dirlo, io considero il denaro uno strumento, indispensabile, utile, ma effimero e vigliaccio, e considero alla stessa maniera chi con il denaro altrui cerca di costruire il futuro proprio, ergo non vado a moralizzare un mondo che di per se, è nato per essere profondamente immorale, io semplicemente mi limito a rispettare le regole, quando nel gioco ci sono, e star lontano da tutti quei giochi dove le regole non ci sono o peggio ancor possono esser cambiate dagli arbitri in corso d'opera. 
In questi giorni, lo spettro dell'affanno debitorio sta facendo visita ad altri due paesi, Portogallo e Irlanda, in molti alzano la posta e indicano l'Italia come il prossimo target, in un'europa che dieci anni fa non ha obbligato i vari stati sovrani a regolarizzare il potere dell'euro rispetto alle valute nazionali, paesi come la Germania, si sono stancati di far da bancomat per tutti quelli che, credendo di esser in un bellissimo e divertentissimo monopoli da tavolo, investono in strumenti finanziari a dir poco bizzarri e ci rimettono l'osso del collo. 
Siamo alla frutta signori, la regola per i nostri "Lobbysti" è generare debito e con noi, ci stanno riuscendo alla grande, le superbanche, le banche centrali, a differenza di quello che molti credono, sono ben felici di attivare le stamperie per immettere denaro nei mercati e questo perchè quel denaro, che tale nazione, tale paese chiede in prestito, speculandolo e sperperandolo poi in auto blu, stipendi parlamentari, fondi e commissioni inutili, sprechi di ogni genere e rango, verrà restituito da noi cittadini, verrà restituito alle banche centrali con tanto di cortese interesse, e quel denaro che nel giro di boa d'andata è nato dal nulla e senza nulla fatica, tornerà al giro di boa successivo sporco di sudore e sacrificio, quel sudore e sacrificio che costa ad un padre di famiglia, ad un operaio, ad un commerciante, ad un libero professionista, che non facendo parte della casta, non facendo parte delle lobby, non facendo parte della cerchia ristretta dei pochi eletti, si domanderà, ma dal momento che il mio stipendio è sempre lo stesso, anzi me l'hanno diminuito, dal momento che i servizi che ricevo dallo stato sono sempre gli stessi, anzi me l'hanno diminuiti, dal momento che sono tre anni che non sperpero denaro e non vivo di lusso, dal momento che le mi tasche pesano sempre meno, tutti sti soldi, questi migliaia di miglaiai di miliardi, a chi l'avranno dati?
Occhi aperti ragazzi, occhi aperti.
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Il wedding planner e l'avvento delle nuove professioni

domenica 14 novembre 2010

Vogliamo cominciare questa nuova settimana, per il ciclo "nuovi lavori" con un post dedicato ad uno dei lavori attualmente in più ascesa, ovvero il Wedding Planner. Venuto alla ribalta qualche anno fa, anche grazie ad un film interpretato dall'attrice americana Jennifer Lopez, il Wedding Planner, che altro non è che l'organizzatore di eventi matrimoniali, ha guadagnato negli utlimi anni sempre più consensi.
La motivazione di questo successo, è da ricercarsi essenzialmente nel fatto che sempre più spesso le giovani coppie, impreparate e spaventate dall'enormità e della complessità di un matrimonio, si affidano ad "esperti del settore" che guidino loro, nell'organizzazione del giorno più importante per la coppia.
Ma chi è precisamente il Wedding Planner? E' il regista del vostro matrimonio, è colui/colei che pensa alla pianificazione, progettazione ed esecuzione di tutte quelle fasi pre e post matrimonio, dalla lista nozze al viaggio vacanze, dagli addobbi floreali, al ricevimento e rinfresco. Da non sottovalutare l'aspetto psicologico emotivo, il wedding planner infatti, aggira tutti quei tipici problemi e incomprensioni che talvolta nascono tra futuri sposi, suoceri, damigelli, compari e via di seguito.
Uno degli aspetti principali è che questa professione, pur non richiedendo grandi competenze di base, da sfogo ad ogni estro possibile, malgrado siano nati già da qualche anno i primi corsi ad hoc, per cominciare non è indispensabile un negozio o un ufficio, è sufficiente un buon sito internet capace di convogliare curiosità e domande del target a cui ci si rivolge e tanta capacità di sintesi e di progettazione.
Ai furuti wedding planners infatti è richiesta capacità d'ascolto, capacità di pianificazione e capacità di mediazione.
I guadagni, seppur notevoli in alcuni casi, nascono essenzialmente, dalle percentuali e dagli accordi che il wedding planners ha o stipula con i "fornitori" dei servizi matrimoniali, come ristoranti, agenzie di viaggio, fiorai, negozi per liste nozze, autonoleggi, fotografi, negozi d'abbigliamento per sposi/spose.
Non di poco conto è anche la semplice consulenza, che nelle "agenzie" più quotate ha comunque una forte rappresentanza di introiti.
In un decennio dove la crisi occupazionale è alle stelle, dove essere laureati o diplomati, talvolta non basta nemmeno per accedere ad un colloquio, figurarsi a vincere un concorso pubblico dove requisito sine qua non è una buona "raccomandazione", affacciarsi in nuovi scenari lavorativi, anche talvolta completamente inventati dal nulla, può essere un espediente dai risvolti assolutamente gratificanti e piacevoli.
Il divenire parte di un contesto che sempre più spesso mentre al centro dell'attenzione il fenomeno sociale aggregativo, è oggi ancor più di ieri di vitale importanza, e il nascere di nuove professioni e di nuove figure manageriale, sull'onda dei nuovi settori di business sociale, è quanto di più utile e sensato, può fare un giovane in cerca di future e concrete prospettive.
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Borse Europa: indici deboli per Cina, debito ma aiutano dati

mercoledì 10 novembre 2010

LONDRA (Reuters) - Le borse europee confermano la tendenza ribassista della mattinata, sotto i massimi di due anni rinnovati ieri, penalizzati da timori sul debito della zona euro e dal debole dato sull'import cinese di materie prime in ottobre.
Ma diffuse trimestrali superiori alle aspettative, accompagnate in alcuni casi da revisioni al rialzo della guidance, consentono ai mercati di arginare le perdite.
"Potrebbe esserci un po' di debolezza fino a quando non ci sarà una soluzione ai problemi irlandesi" di debito, osserva Mark Bon, gestore di Canada Life a Londra. "Il mercato si attende una soluzione alla greca per i problemi irlandesi, che potrebbe rimuovere un po' di incertezza", aggiunge.
Poco dopo 15,30 l'indice Ftseurofirst 300 cede lo 0,16%. Sulle singole piazze l'indice Ftse 100 britannico perde lo 0,56%, il Cac 40 francese lo 0,73% e il Dax tedesco lo 0,41%. Il benchmark europeo è del 72% al di sopra dei minimi toccati nel marzo 2009.
Tra i titoli in evidenza:
* ING balza del 3,4% sui progetti di una doppia quotazione per le attività assicurative che consentirebbero al gruppo olandese di servizi finanziari di raccogliere maggiori capitali rispetto a una sola Ipo. Inoltre, Ing ha riportato risultati trimestrali in miglioramento.
* I risultati condizionano anche i corsi azionari di HENKEL che balza del 9% circa. Il gruppo tedesco di beni di consumo ha rivisto al rialzo le stime per l'esercizio in corso dopo un solido terzo trimestre.
* Denaro sulle utility, il miglior comparto in Europa (stoxx +0,92%). SCOTTISH AND SOUTHERN ENERGY avanza di oltre il 3% dopo aver annunciato che aumenterà il dividendo quest'anno. Acquisti anche sulla tedesca E.ON, la maggiore utility al mondo che promette cedole minime per due anni nonostante la perdita riportata nel terzo trimestre.
* RWE sale del 2% su attese di un milgioramento della guidance. La società comunicherà i risultati giovedì.

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia
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L'euro affonda al di sotto di 1,38 dollari

L'euro registra oggi delle forti perdite. La valuta europea è scesa fino a 1,3736 dollari ovvero ai suoi più bassi livelli da due settimane. La Banca Centrale Europea aveva fissato ieri il cambio euro-dollaro a 1,3945 (lunedì: 1,3917). Gli investitori sono sempre più preoccupati a causa degli elevati debiti di alcuni paesi periferici della zona euro. Sul mercato circola la voce che l'Irlanda possa essere costretta a chiedere l'aiuto del Fondo Monetario Internazionale (abbr. FMI). Il dollaro beneficia allo stesso tempo dei positivi dati macroeconomici pubblicati oggi. Le nuove richieste di sussidi alla disoccupazione sono calate la scorsa settimana negli USA ai loro più bassi livelli da quattro mesi, il deficit della bilancia commerciale statunitense si è ridotto a settembre più di quanto atteso dagli economisti. 

Fonte: Redazione Borsainside 16:35
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Le borse europee salgono a metà seduta

martedì 9 novembre 2010

I principali indici azionari europei sono a metà seduta positivi. Il FTSE 100 a Londra guadagna al momento lo 0,8%, il CAC40 a Parigi lo 0,7% e il DAX a Francoforte lo 0,7%. Le borse europee beneficiano delle notizie positive arrivate dal fronte societario. Vodafone (GB0007192106) sale dello 0,5%. Il colosso della telefonia mobile ha pubblicato dei dati di bilancio migliori delle attese degli analisti ed alzato le sue stime per l'intero esercizio.
Barclays (GB0031348658) guadagna il 2,9%. La banca britannica ha registrato lo scorso trimestre un forte calo dei suoi utili ma indicato che le condizioni di mercato per la sua divisione dell'investment banking stanno migliorando.
Hermès (FR0000052292) sale del 6%. Il gruppo francese prevede ora per quest'anno un aumento dei suoi ricavi di circa il 15%. In precedenza Hermès aveva previsto un aumento di circa il 12%.
Deutsche Post (DE0005552004) sale del 3,4%. Il gigante della logistica ha generato lo scorso trimestre un utile di €226 milioni. Il consensus era di €215 milioni.
Adecco (CH0012138605) guadagna il 4,2%. Il leader mondiale nella gestione delle risorse umane ha aumentato nel trimestre i ricavi e l'utile più dell'attese del mercato ed espresso ottimismo sul corrente trimestre.
Deutsche Boerse (DE0005810055) perde lo 0,3%. Citigroup ha tagliato il suo rating sul titolo della società che gestisce la Borsa di Francoforte da "Buy" a Hold". 

Fonte: Redazione Borsainside 13:38
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Forex, problemi debito tengono sotto pressione euro anche a NY

lunedì 8 novembre 2010

NEW YORK, 8 novembre (Reuters) - L'euro rimane sotto pressione anche negli scambi statunitensi, con gli investitori nuovamente preoccupati per la situazione del debito in Irlanda e in altri paesi periferici della zona euro.
I dati sull'occupazione Usa sorprendentemente positivi della scorsa settimana hanno riacceso l'interesse sul dollaro, che era sceso sui minimi di 9 mesi e mezzo contro euro dopo l'annuncio da parte della Fed la scorsa settimana dell'intenzione di acquistare 600 miliardi di dollari di titoli di stato entro metà 2011.
Poco dopo le 16 l'euro cede oltre 1% a 1,3889 dollari. I trader individuano un supporto a 1,3860, il minimo del mese, in caso di rottura possibile che la moneta unica scivoli verso 1,37.
"Anche prima dell'incontro Fed gli spread per Irlanda, Grecia e Portogallo si stavano allargando. Ora che la Fed ha detto che cosa farà [il quantitative easing], il mercato sta ricominciando a fare trading su questi timori [debito paesi periferici della zona euro]", spiega Matthew Strauss, senior strategist di RBC capital Markets a Toronto.

ORE 16,15 CHIUSURA USA
EURO/DOLLARO 1,3899/00 1,4051
DOLLARO/YEN 81,13/16 81,24
EURO/YEN 112,77/80 114,12
EURO/STERLINA 0,8618/20 0,8673
ORO SPOT 1.390,30/1,20 1.394,50/5,50

Fonte: 
2010-11-08 15:15:57 GMT (Reuters)
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Trader; Quando un lavoro è uno stile di vita

sabato 6 novembre 2010

Inutile girarci intorno, inutile creare lunghissime spiegazioni filosofiche, il punto è sostanzialmente questo; il trader ancor prima che una professione, è uno stile di vita. 
E' uno stile di vita per tanti motivi, lo è da sempre, con i suoi schemi, con i suoi modi di fare, con le sue "massime" ad effetto con le sue pretese e non ultimo con i suoi difetti. 
Lo è dal momento che tutti i trader si riconoscono in figure cinematografiche, lo è perchè ogni trader ama sentirsi "speciale", "figo", "sicuro", "giocatore", lo è ancora di più perchè ogni trader ama immedesimarsi in Gordon Gekko (interpretato da Micheal Duglas nel film "Wall Street; Il denaro non dorme mai").

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Draghi: ''L'Italia arranca. E' urgente una prospettiva di stabilizzazione dei precari''

Roma, 5 nov. - (Adnkronos) -Italia al bivio tra stagnazione e crescita. Il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi invita a "non smettere di preoccuparci" nella sua Lectio Magistralis al convegno in ricordo di Giorgio Fuà 'Sviluppo economico e benessere'. "La difficoltà dell'economia italiana di crescere e di creare reddito non deve smettere di preoccuparci", sostiene. Poi, avverte: "Dobbiamo ancora valutare gli effetti della recessione sulla nostra struttura produttiva. E' possibile che lo choc della crisi abbia accelerato la ristrutturazione almeno di parti del sistema, accrescendone efficienza e competitività; è possibile un semplice, lento ritorno al passo ridotto degli anni pre-crisi; è anche possibile un percorso più negativo". Per questo, ora, "ci potremmo trovare di fronte a un bivio".
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High-tech: Un broker consiglia l'acquisto di Intel

venerdì 5 novembre 2010

Roth Capital ha alzato oggi il suo rating su Intel (US4581401001) da "Neutral" a "Buy" ed il target sul prezzo da $20 a $25. Il broker crede che la correzione delle scorte di magazzino nel settore dei semiconduttori si trovi nella sua fase finale e terminerà probabilmente nel primo trimestre del 2011. Secondo Roth Capital il titolo presenterebbe dei limitati rischi. Roth Capital osserva a proposito che le aspettative del mercato nei confronti di Intel sono attualmente basse. 

Redazione Borsainside 14:16
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Forex, dollaro in lieve recupero ma politica Fed continuerà a pesare

TOKYO (Reuters) - Dollaro in lieve recupero dai nuovi minimi segnati nelle ultime ore, anche se il contesto rimane quello di un rinnovato appetito per il rischio, che continuerà a pesare sul biglietto verde.
Ieri il 'dollar index', che mette a confronto la valuta Usa con un paniere di divise mondiali, è sceso ai minimi da 11 mesi a seguito dell'annuncio delle nuove misure di quantitative easing da parte della Fed.
Alle 7,40 italiane il cambio euro-dollaro tratta attorno a quota 1,42 (1,4214 l'ultima chiusura), dopo essersi spinto fino a 1,4283, il massimo da fine gennaio scorso.
Il dollaro tratta a 80,76 sullo yen, di fatto ritornando sui valori di riferimento di ieri, dopo il lieve movimento di apprezzamento delle ultime ore, già rientrato. Poco sotto, a 79,75, c'è il minimo storico dal dopoguerra.
"C'è parecchia liquidità in circolazione e la gente si rende conto che deve investirla" spiega un trader da Hong Kong, sottolineando come gli attuali flussi verso gli alti rendimenti e verso i mercati asiatici abbiano caratteristiche durature e non speculative di breve termine.
"Credo che la liquidità finirà in generale nell'azionario, mi sembra ci sia preoccupazione per le implicazioni inflattive del QE nel lungo termine, quindi credo ci sarà un'uscita dai bond a favore delle borse", ha aggiunto.
Poco mosso l'euro-yen: cambio a 114,6123, contro 114,77 di ieri in chiusura.

Fonte: Reuters
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Analisi giornaliera forex - 4 Novembre 2010 Forexguida

giovedì 4 novembre 2010

 a cura di Trend-Online

Euro / Dollaro

Dopo il movimento rialzista di ieri il prezzo potrebbe essere entrato in ottica di un nuovo trading range. La maggior parte degli indicatori oscilla in territorio neutrale. Ad ogni modo lo stocastico lento sul grafico orario mostra un prossimo incrocio rialzista. Acquistare con stop ravvicinati quando l'oscillazione al rialzo riprende potrebbe essere una buona soluzione.

Sterlina / Dollaro

Un incrocio ribassista di recente formazione è presente sul grafico giornaliero dello stocastico lento, questo segnala che il trend di lungo termine per questa coppia continua verso il basso. Ad ogni modo un incrocio ribassista sembra anche essersi formato sul grafico a 4 ore dello stocastico lento, indicando che il movimento per oggi potrebbe essere rialzista. Sfruttare il movimento al rialzo per poi vendere al pivot point dello swing potrebbe essere la scelta migliore per questa giornata.

Dollaro / Yen

Il movimento ribassista abbastanza sostenuto di questa coppia ha spinto il prezzo nel territorio di sovra venduto sul grafico a 4 ore e sul grafico orario dell'RSI. Un incrocio ribassista di recente formazione sullo stocastico lento a 4 ore supporta questa nozione. Vendere con stop ravvicinati potrebbe essere una buona scelta per la giornata odierna.

Dollaro / Franco Svizzero

Le Bande di Bollinger sul grafico orario sembrano restringersi in attesa di un movimento in tarda giornata. Il prezzo viene scambiato lungo il bordo superiore delle Bande di Bollinger e sullo stocastico lento si è formato un incrocio ribassista. Pertanto il futuro movimento volatile potrebbe essere al ribasso.

www.forexguida.com
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