Si sente spesso dire, "il mercato sconta tutto", gli addetti ai lavori ne fanno quasi un "comandamento", nel gergo finanziario è una regola non scritta, un dogma di fede incrollabile, eppure la crisi dell'ultimo decennio, ci sta dimostrando che non è così.
Volendo analizzare le principali e storiche crisi finanziarie, ci renderemo conto, malgrado gli enunciati di grandi accademici e responsabili delle politiche economiche, che quasi mai una grande crisi era diversa nella sostanza almeno dalle precedente, e quasi mai, i suoi irrisolti problemi strutturali nulla avevano a che fare con la successiva.
Tutte, ad eccezione di nessuna, nascevano con l'indebitamento delle banche, che diveniva poi indebitamento dello stato sovrano, (o viceversa) e creavano sfiducia a dismisura nell'economia interna al punto da generare una reazione a catena, che nel breve periodo raggiungeva piccoli investitori, risparmiatori e correntisti, che a loro volta generavano sfiducia e contrazione della spesa.
Perchè allora quest'ultima crisi, sembra (ma non è) diversa dalle altre, eppure non vuole trovar via di risoluzione?
Essenzialmente (ma questa è la mia personalissima opinione) il punto non è da ricercarsi nell'oggettiva struttura della crisi in se, ma nel risvolto psicologico che essa ha avuto nell'animo di milioni di persone.
Da sempre, le politiche economiche mondiali, vengono gestite, create e poi "risolte" da pochi eletti, per lo più finanzieri, responsabili economici dei vari organi e stati, e la cattiva o inesistente informazione, unita al basso livello medio di cultura, sopratutto nei decenni precedenti, ha fatto si che gli errori di questi pochi eletti, fossero subiti e metabolizzati dalla maggioranza della popolazione, in quest'ultima crisi invece, qualcosa non è andato nel verso giusto (o come dico io, errato), la stragrande maggioranza delle persone si è stufata di veder le stesse persone che commettono errori e provocano crisi, risiedere al loro posto, non appena le tasche dei cittadini sono state ripulite per salvare questa o quella banca, questo o quell'investimento. L'innalzamento del livello medio culturale, l'opera di informazione totale e tempestiva, che grazie alla rete ha contribuito a conoscere nomi, cognomi, contesti, situazioni, ha permesso a tutti di conoscere tanti retroscena che in passato erano e restavano ignoti o comunque noti a pochi "intimi".
Da qui la totale sfiducia nel sistema bancario, nel sistema economico, nel sistema finanziario globale. Mentre prima per la stragrande maggioranza delle persone, banchieri e finanzieri erano considerati come "potenti" e "colti" oggi, dai figli di quegli stessi operai, talune cariche, vengono considerati come indegni di gestire il denaro altrui, consapevoli che la loro ricchezza risiede non dalla capacità propria di generare profitto o guadagno, ma dall'amministrare a volte impropriamente, migliaia di piccoli conticini, frutto di operai, impiegati, lavoratori e cittadini comuni.
Da qui la prese di coscienza, la consapevolezza che fin quando, le poltrone del potere saranno occupate dalle stesse persone che da decenni generano e causano problemi e crisi, nulla potrà essere risolto. Il mercato, come spesso si dice, sconta tutto,il prezzo può scontare le politiche, gli avvenimenti, le catastrofi, ma non può e non è stato in grado di scontare il fenomeno umano, una presa di coscienza che ora comincia a muovere i suoi primi passi e che sta generando voglia di un vero cambiamento, sta obbligando tutti noi a divenire partecipi delle scelte importanti della vita economica e politica del proprio paese, ecco perchè questa crisi sembra non voglia finire mai, perchè ancora non sono stati puniti o sostituiti i responsabili che le persone comuni, i privati investitori e cittadini, configurano come colpevoli dei distrsti economici.
La popolazione mondiale si è stufata di rimetterci per l'errore di pochi e in maniera "propria" sta rispondendo a testa alta alla crisi, generando sfiducia e senso di responsabilità.
Non dobbiamo chiederci come mai la crisi non sia ancora finita, ma semmai dobbiamo chiederci come mai, la maggior parte dei responsabili, risiede ancora sulle vecchie poltrone.
Dobbiamo chiederci come sia possibile, che gli stessi che durante la crisi dei mutui subprime avevano fatto scelte sbagliate, ancora sono li capaci di prendere o meglio riprendere le medesime erronee scelte.
Si dice che in natura nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma, bhè la coscienza morale e civica della maggior parte di noi sta chiedendo il conto ai grandi della terra per le loro scelte sbagliate e fino a quando questo conto non verrà saldato, ridando pulizia e moralità all'intero assetto politico economico mondiale, questa crisi non vedrà fine, ciò che era ansia e paura per le sorti del lavoro, dell'economia, del proprio futuro si è trasformata in rabbia, pretesa di verità, pretesa di giustizia, pretesa di conscenza, ma sopratutto la pretesa di esser finalmente padroni delle proprie vite e del proprio futuro, si prospetta un futuro di cambiamento, dove non siano più i privati cittadini a chiedere il permesso per prelevare i proprio soldi dal conto corrente, ma siano "grandi" banchieri a chiedere il permesso di utilizzare il nostro denaro, se e quando meritevoli (laddove riconosciuti) di poterli utilizzare.